I 5 Borghi Siciliani da vedere in inverno

Che la Sicilia sia bella tutto l'anno non è un mistero, ma ci sono borghi tra le rocce e pendici che danno il meglio di se in inverno. Grazie al meteo spesso mite e assenza di forti piogge i borghi Siciliani in inverno offrono colori e pace unici che magati nei periodi caldi trovi ma in maniera differente. Oggi in attesa di un TOUR da me organizzato lungo le vie Sicule parliamo dei 5 borghi da visitare ovviamente in Sicilia! 1 - Iniziamo da Petralia Soprana. Nominato il Borgo più bello d’Italia del 2019 è interamente compreso nel Parco delle Madonie, Qui la natura è protetta e i 40mila ettari di terreno sono per lo più montani. Ci sono alcune escursioni in zona che comprendono la visita ai siti di Gorgo Pollicino e, più in alto, di Piano Catarineci, e ai ruderi dell’acquedotto romano, nei pressi della contrada Cerasella. Da qui si sale al monte Savochello. La cucina è contadina e mediterranea. Si apprezzano in particolare le minestre: le lenticchie aromatizzate con i finocchietti selvatici, i ceci, le verdure selvatiche come la cicoria e la borraggine che acquistano gusto grazie all’altitudine. Quando queste verdure sono cucinate insieme si ottiene la virdura maritata. 2 - Erice. Si tratta di una località che non ha bisogno di presentazioni. Questo borgo siciliano offre una vista romantica e spettacolare. Panorama che comprende da una parte la costa tirrenica del golfo di Trapani, dalla particolare forma a falce, e il monte Cofano, dietro il quale si intravede la punta di San Vito lo Capo; dall’altra parte il porto di Trapani con le sue saline, le isole Egadi e l’isola di Mozia fino a Mazara del Vallo. Nelle giornate più luminose si scorgono Capo Bon e la costa africana, e i Fenici sembrano ancora vicini. Tipici di Erice sono i dolcetti “di riposto”, ripieni di conserva di cedro, cesellati dalle artigiane pasticcere che si tramandano la ricetta appresa dalle suore del convento di clausura di San Carlo. E ancora i mostaccioli, le paste volanti, i biscotti al latte fanno bella mostra di sé nelle pasticcerie per il piacere degli occhi e del palato. 3 - Castelmola. È l’acropoli di Taormina e offre splendidi panorami, aria buona e un’ottima gastronomia. Una piccola curiosità: qui si trova un bar dedicato al fallo (Bar Turrisi ) Ebbene sì, è proprio così! Balcone naturale sopra Taormina, Castelmola è la vertigine della visione: entrano nel suo campo visivo, in un tripudio di fichi d’India, il maestoso Etna con i paesi aggrappati alle sue pendici, la costa ionica, il golfo di Giardini-Naxos, il Capo di Sant’Alessio, lo stretto di Messina e le coste calabre. Non si vorrebbe più scendere da questo belvedere assolato: occhio vigile sul mare, le spalle alla montagna, il cuore dentro un castello in rovina. Qui si possono fare passeggiate lungo le numerose mulattiere presenti sul territorio, trekking, escursioni a cavallo, e il parapendio dal Monte Venere Castelmola è il paese del vino alla mandorla. Don Vincenzo Blandano, titolare dell’antico Caffè San Giorgio, era solito offrirlo in segno di benvenuto agli ospiti che si arrampicavano su per il colle di Mola, e può quindi esserne considerato l’inventore. È fatto con mandorle ed essenza d’arance. Pane casereccio, maccheroni fatti in casa, miele, cuddure (ciambelle pasquali fatte con le uova), mandorle chiazziate, ossia zuccherate, mostarda, fichi secchi con le noci, vino, olive e capperi, sono gli altri prodotti di questa terra generosa. 4 - Sperlinga. Tra i Nebrodi e le Madonie, quasi al centro della Sicilia, sorge un castello in parte scavato in una gigantesca mole d’arenaria dai Siculi a partire dal XII secolo a.C., e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all’anno Mille. Fra i castelli rupestri della Sicilia, quello di Sperlinga è sicuramente uno dei più affascinanti. Tutto qui è iniziato nelle grotte, a partire dalla preistoria, sembra di tornare a vivere al tempo degli antichi Siculi che si insediarono qui mille anni prima di Cristo. Escursioni naturalistiche nel bosco comunale di Sperlinga, lungo il fiumee nella riserva orientata Sambughetti. Escursioni archeologiche presso i vari siti rupestri del circondario.

Il castello e il borgo rupestre, la parlata antica, l’incantevole panorama e la tranquillità sono alcuni dei motivi che consigliano di abbandonare i consueti itinerari di agenzia per immergersi in una Sicilia nascosta, bellissima e genuina, lontana da ogni inquinamento e ossigenata per la presenza di un esteso bosco naturale a roverella, ricco di fauna selvatica. Ottimi i formaggi locali come il caciocavallo, il piacentino e la ricotta fresca, che è ingrediente fondamentale per la cassata, il dolce tipico natalizio. Pietanza locale è la frascàtela, polenta di farina di grano duro o di cicerchia, con lardo e broccoletti. Il tortone invece è un dolce fatto con la pasta del pane fritta in olio e cosparsa di zucchero misto a cannella. 5 - Savoca. Per capire il mistero di questo luogo, basta alzare lo sguardo verso i resti del castello dei Pentefur, fondatori del borgo, una comunità di origine forse fenicia che si stanziò, in epoca imprecisata, sul colle che ancora ne porta il nome. Ogni cosa, qui, tacconta una storia affascinante. Oggi il borgo ci accoglie con le strade lastricate con blocchi di basalto di pietra lavica, le case restaurate con i tetti di coppi siciliani, i portali e le finestre in pietra locale, gli eleganti prospetti che propongono i colori dell’antica Savoca. Nel medioevo Savoca era una città murata chiusa da due porte, una delle quali esistente. Savoca è stata uno dei famosi set del Padrino insieme al Bar Vitelli che trovate ancora aperto. Le tagliatelle di pasta fresca fatte a mano, condite con finocchietto selvatico e ragù di maiale, sono la prima delizia che offre Savoca. In alternativa, i maccarruna Questi sono solo 5 dei numerosi e spettacolari borghi che trovate in Sicilia. Vi allego il link del sito dei Borghi così potete cercarne altri e godervi la Sicilia autentica in inverno #axstravelblog #iborghipiùbelliditalia #i5borghidinverno #sicilia #sicily #wintertour